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Il massiccio carbonatico del Matese rappresenta uno dei più importanti
gruppi montuosi dell'Appennino centro-meridionale, soprattutto per il suo
valore naturalistico e biogeografico. La
dorsale nord-orientale dei monti del Matese identifica lo spartiacque
campano-molisano e ospita le massime elevazioni del massiccio che, in sequenza
da Ovest verso Est, sono: M. Miletto (2050 m), La Gallinola (1923 m) e M.
Mutria (1823 m).
Nel complesso, l'area è inclusa in vaste e importanti aree naturalistiche: il versante molisano è interessato dal Sito d'Importanza Comunitaria (SIC) e dalla Zona di Protezione Speciale (ZPS) "La Gallinola-M. Miletto-Monti del Matese", mentre sul versante campano il massiccio coincide con i SIC "Matese Casertano" e "Pendici meridionali del Monte Mutria", con la ZPS "Matese", nonché con il Parco Regionale del Matese. L'istituzione dei SIC e delle ZPS è prevista secondo le direttive europee 79/409/CE "Uccelli" e 92/43/CE "Habitat" ed entrambe le tipologie confluiscono nella Rete Natura 2000, che ha come principale obiettivo la tutela delle risorse faunistiche e floristiche, in particolare tutelando i relativi habitat individuati all'interno degli stessi SIC o ZPS.
Nell'area si ricordano, inoltre, la presenza delle Oasi WWF "Guardiaregia - Campochiaro" e "Le Mortine", nonché le oasi di protezione faunistica di Monte Mutria, Roccamandolfi e Venafro, la Riserva Naturale Regionale "Torrente Callora", la Foresta Demaniale Regionale "Bosco Monte Caruso e Monte Gallo". La presenza di queste numerose aree naturali protette e d'interesse naturalistico sottolineano l'importanza rivestita dal complesso matesino in particolare dal punto di vista vegetazionale e faunistico.
Foto: Michele Minotti
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